DONA
Vi raccontiamo l'immigrazione attraverso gli occhi di Mohamed

«Sono felice di essere qui oggi, con voi. Spero di farvi comprendere il silenzio di tanti uomini e donne che, a differenza mia, non hanno avuto la fortuna di arrivare in Italia perché inghiottiti prima dal mare. Voglio anche farvi capire quanto siete fortunati ad avere la possibilità di studiare, di poter scegliere il vostro futuro. Nel mio paese, il Burkina Faso, purtroppo non è così. Non tutti i bambini hanno possibilità di frequentare la scuola, anzi, sono solo una piccolissima parte».

Gli studenti che ascoltano queste parole sono ragazzi tra i dodici e i quattordici anni. Frequentano un Istituto secondario di primo grado di Catania. Oggi, nell’ambito del progetto Nuove finestre sul Mondo, promosso dal COPE, incontreranno Mohamed, un rifugiato politico che racconterà loro i motivi che lo hanno spinto a lasciare il suo paese: il Burkina Faso. Sui volti degli studenti, la curiosità e la voglia di fare domande all’ospite speciale che, raccontando la sua storia, darà concretezza ai temi affrontati nel corso del primo incontro. Non appena Mohamed entra in classe il clamore delle voci si attenua, si placa fino a dissolversi del tutto. Gli occhi sono tutti per lui.

Tu hai frequentato la scuola? Eri bravo?

«Io ho avuto l‘opportunità di studiare e sono sempre stato bravo. Ogni anno nelle nostre scuole viene fatta una classifica.  Sono sempre stato tra i primi cinque. Solo una volta sono arrivato settimo e ho pianto tutto il giorno per il dispiacere. Ho avuto anche la possibilità di iscrivermi all’università. Ho scelto di studiare giurisprudenza, perché mi piaceva l’idea di diventare avvocato. Per frequentare l’università, mi sono trasferito nella capitale del Burkina, Ouagadougou».

Mohamed ma allora perché sei andato via dal Burkina?

«A scuola ho sempre fatto il delegato degli studenti, dalla primaria fino all’università. Nel 2011, come ogni anno, ho organizzato insieme agli altri delegati, una manifestazione per ricordare la morte di Norbert Zongo,  giornalista ucciso nel 1998, per le sue indagini scomode ai poteri forti africani, e di un giovane studente Justin Zongo, ucciso in seguito a percosse ricevute nei locali di un commissariato di Koudougou. Nel giorno della manifestazione tutto il paese si ferma; i negozi vengono chiusi.  Gli studenti, che io e altri due ragazzi rappresentavamo, sono andati anche in polizia per convincere i poliziotti a chiudere il commissariato. I poliziotti hanno fatto entrare solo i tre rappresentanti e ci hanno chiesto il perché della manifestazione. Noi abbiamo risposto che loro dovevano conoscere il motivo meglio di noi. Lo studente era stato ucciso proprio in un commissariato!  Ci hanno trattenuto più di due ore e, siccome fuori gli studenti urlavano e gridavano ai poliziotti di farci uscire, loro hanno deciso di arrestarci. Lo so che a voi può sembrare strano: essere arrestati per una manifestazione! Nel mio paese, però,  c’era la dittatura e quando c’è una dittatura non hai alcun diritto, non hai la libertà di dire nemmeno che c’è qualcosa nel tuo paese che non ti piace. Se critichi il governo puoi anche essere ucciso.”

E sei stato messo in prigione?

«Per fortuna il poliziotto che doveva portaci in prigione era un amico di mio padre. Mi ha riconosciuto e mi ha fatto scendere dalla macchina, prima di arrivare in carcere. Lui voleva liberare solo me ma io ho detto che se non faceva scendere anche gli altri due delegati io mi sarei rifiutato di scendere. Così siamo stati liberati tutti e tre. Questo poliziotto è stato ucciso qualche giorno dopo mentre cercava di prendere un aereo per scappare dal paese. Sapeva che, per il fatto di averci rilasciato, avrebbe avuto seri problemi.

Sei partito subito dal tuo paese?

«In realtà non ho capito subito la gravità della situazione, almeno fino a quando non ho sentito che parlavano di me in televisione, nei telegiornali. Ero ricercato! Dalla capitale, dove mi trovavo, sono tornato a casa mia, che si trova in un villaggio.

E i tuoi genitori erano preoccupati? Cosa hanno fatto?

«Quando sono arrivato a casa mia madre sapeva già tutto ed era molto preoccupata. Infatti mi ha detto subito di scappare. Anche perché casa mia era il primo posto in cui mi avrebbero cercato. Così ho deciso di ascoltare il consiglio di mia madre e di partire.

E come ti sei sentito? Avevi paura?

«Non avevo mai lasciato il Burkina. Solo una volta, in estate, avevo trascorso un mese in Kenya per migliorare il mio inglese, ed era stato bruttissimo perché avevo sentito molto la mancanza della mia famiglia. Provavo tante sensazioni. Ero spaventato. Non sapevo bene cosa fare. Mia mamma mi ha fatto accompagnare da un autista dal Burkina al Mali. Dopo il Mali ho raggiunto il Niger e da lì poi sono andato in Libia, attraverso il deserto, a piedi. Siamo partiti in 27 e siamo arrivati in 14. Il deserto ne ammazza tanti quanti il mare, ma di quei morti nessuno parla e, quindi, è come se non esistessero. Quei morti non commuovono.

Quando sei arrivato in Libia cosa hai fatto?

«In Libia, a Tripoli, ho affittato casa con altri due ragazzi. Dopo un po’ di tempo ho trovato un lavoro come imbianchino e stavo bene, fino a quando non è scoppiata la guerra. La notte non riuscivamo a dormire per i boati causati dalle bombe. Anche di giorno la città non era più sicura. Un giorno mentre ero a lavoro ho ricevuto una telefonata da uno dei ragazzi con cui condividevo la casa. Mi diceva che l’altro ragazzo che viveva con noi era stato ucciso. Era rimasto a casa per pregare. I ribelli lo avevano raggiunto a casa e lo avevano invitato ad unirsi a loro. Lui si è rifiutato e gli hanno sparato alle gambe. Sono andato subito a casa e ho trovato il mio amico in una pozza di sangue ma, per fortuna, era ancora vivo. Ho telefonato ad un poliziotto che avevo conosciuto lì a Tripoli. Lui ci ha aiutato. Ha portato il mio amico in ospedale e ha permesso a me e all’altro ragazzo di stare qualche giorno in una sua casa, in campagna, fuori città. Non era più sicuro per noi restare in Libia. Il nostro amico poliziotto ci ha aiutati a raggiungere l’Italia.

Come sei arrivato in Italia?

«Ho preso uno di quei barconi che vedete spesso in tv. Io non avevo mai visto il mare. Quando l’ho visto per la prima volta mi ha fatto paura. Poco prima di salire sulla barca il mare ha portato dei cadaveri. Ho pensato che anch’io avrei fatto la stessa fine. Volevo tornare indietro ma non potevo. Non avevo alternative. Sul bordo del mare c’erano due barche. Io ero insieme ad altri miei due amici. Uno è salito nella mia stessa barca. L’altro è salito sull’altra. Non è mai arrivato in Italia. La sua famiglia mi ha chiamato per sapere se sapevo che fine avesse fatto ma non ho avuto il coraggio di dire loro la verità.

Quanto tempo è durato il viaggio?

«Il viaggio è durato tre giorni ma io ho avuto la sensazione che sia stato più lungo. Sul barcone non c’è nemmeno spazio per allungare una mano. Se devi fare pipì devi metterti in piedi sul bordo e rischi di cadere. Eravamo più di trecento. Dopo un giorno è finita la benzina. Per fortuna sono venuti a salvarci delle navi della marina italiana. Altrimenti a quest’ora non sarei qui, a raccontarvi tutto questo.

 

Quando sei arrivato in Italia cosa hai fatto?

«Quando sono arrivato in Italia sono stato felicissimo anche se non stavo molto bene fisicamente. Vedevo tutto doppio, come se fossi  ancora sulla barca. Sono stato portato a Lampedusa e poi a Giarre. Ho iniziato subito a studiare italiano e ha frequentare tutti i corsi che mi proponevano. Ho provato a lavorare nel campo della ristorazione. Poi però ho capito che non era la mia strada. Ho avuto la possibilità di seguire un corso per mediatore culturale e ho capito che era quello che volevo fare davvero. Aiutare chi come me aveva fatto un viaggio così difficile e doloroso.

Le due ore dedicate alla testimonianza di Mohamed passano in fretta. Chissà quanto possa essere stata utile la testimonianza di Mohamed per ragazzi che, probabilmente, sentono parlare di migrazione solo in termini di stereotipi e pregiudizi. Di sicuro, la pacatezza e il sorriso di Mohamed, in grado di raccontare fatti terribili e dolorosi senza una punta di risentimento, servirà a mostrare che dietro ogni migrante che parte dalla Libia, o da qualsiasi altro paese per raggiungere l’Italia, c’è la storia sofferta di un uomo che non ha niente da perdere, che mette in conto di morire perché sa che dietro non si può tornare.

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Clear Cyber Bullying, un flash mob contro il bullismo in rete!

Il 9 febbraio 2016 si è svolta la 13esima edizione del Safer Internet Day, la giornata europea dedicata alla sicurezza in rete dei ragazzi.  Attraverso il progetto Erasmus + “CCB - Clear Cyber Bullying” - giunto al suo secondo anno - il Co.P.E., in collaborazione con l’istituto comprensivo XX Settembre di Catania, gioca un ruolo di primo piano nell’opera di sensibilizzazione di ragazzi, genitori e insegnanti su questa tematica.

E proprio il 9 febbraio si è tenuto a Praga il quarto meeting di progetto insieme ai partner europei durante il quale sono state programmate le nuove attività per i prossimi mesi: il 16 marzo ci sarà il FLASH MOB online Are you ready to fight Cyerbullying? #NObullyingFlashmobsu Facebook e Twitter per coinvolgere e attivare la comunità virtuale riguardo al problema sempre più diffuso del cyberbullismo, far conoscere esempi di buone prassi di condotta, sensibilizzare giovani e famiglie a un uso corretto e consapevole del web. Per questo abbiamo creato un evento su Facebook (clicca qui per partecipare!) e ci occuperemo, nel corso del mese, di diffondere informazioni, curiosità e link interessanti attraverso i nostri canali social per il “warm up” di preparazione all’evento: il 16 marzo, tutti i partecipanti potranno prendere parte al flash mob cambiando la propria immagine del profilo e di copertina usando quelle con il logo di Clear Cyber Bullying, condividere gli slogan e i post diffusi attraverso i social e usare l’hashtag #NObullyingFlashmob su Twitter e Facebook. Siete ovviamente tutti invitati a prendere parte all’azione!

[cml_media_alt id='2116']#NObullyingFlashmob[/cml_media_alt]

In aprile, a poche settimane dal flash mob online, si svolgerà poi un flash mob vero e proprio per le strade del centro storico di Catania: gli alunni dell’Istituto Comprensivo “XX settembre” indosseranno le magliette con stampati gli slogan antibullismo selezionati allo slogan contest dello scorso novembre (link) e distribuendo volantini informativi sulla tematica del cyberbullying, accompagnati da genitori e insegnanti. Sempre ad aprile è in arrivo un altro importante e atteso step di progetto: il videogioco educativo sul cyberbullismo. sviluppato dal partner spagnolo. Marionette e personaggi legati alla cultura popolare di ogni paese partecipante al progetto, interagiscono tra di loro, guidati da un player - gli alunni insieme ai genitori- in alcune situazioni-tipo di cyberbullismo. Protagonisti del videogame italiano saranno i personaggi della Commedia dell’Arte: Arlecchino, Pulcinella, Balanzone, Colombina. L’impatto del videogioco sui giovani verrà valutato attraverso un questionario di feedback somministrato all’inizio e alla fine dell’esperienza di gioco.

Seguite Clear Cyber Bullying su Facebook e Twitter per restare informati su tutte le news del progetto!

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Futur3 Skills - Quale futuro per il terzo settore? Diccelo tu!

Futur3 Skills, il nuovo progetto Erasmus+ di cui il CoPE è partner italiano, ha lo scopo di aiutare i manager, i responsabili delle organizzazioni di volontariato e più in generale le figure professionali del terzo settore ad identificare le sfide, i bisogni formativi e le nuove competenze professionali richieste da questo settore. Per questo è stato creato un questionario di benchmarking sul terzo settore, con l’obiettivo di definire le competenze-chiave necessarie, nel futuro prossimo, per i responsabili del terzo settore e individuare una metodologia comune per far fronte alla necessità di acquisire nuove competenze tecnico-professionali per il volontariato. Allo stato attuale, è necessario raccogliere informazioni sul tema diffondendo un brevissimo questionario proprio tra i lavoratori del terzo settore: per questo pensiamo che l’apporto delle associazioni e lavoratori delle ong sia fondamentale!

Per partecipare, clicca a questo link, seleziona “Questionnaire in Italian” e rispondi alle domande. E per essere sempre aggiornati sulle news di questo progetto, seguite Futur3 Skills su Facebook e Twitter!

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SETTIMANA SCOLASTICA DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Sta per iniziare la “Settimana scolastica della cooperazione internazionale”, iniziativa nata dall’impegno congiunto di Ministero Affari Esteri e MIUR che si svolgerà dal 22 al 28 febbraio 2016 e vedrà impegnate le scuole di tutta Italia.

Scopri le attività organizzate dal CoPE nelle scuole di Catania per la Settimana scolastica della cooperazione internazionale dal 22 al 28 febbraio: clicca qui.

Migrazioni, sovranità alimentare, economia globale saranno i temi affrontati da insegnanti e alunni grazie a numerose iniziative che coinvolgeranno gli istituti e i cittadini: si va da flash mob contro lo spreco alimentare a incontri con esperti della cooperazione, da laboratori teatrali su migrazioni e sovranità alimentare a eventi con scrittori e giornalisti.

L’obiettivo della Settimana scolastica della cooperazione internazionale è formare cittadini consapevoli e “attivi”, capaci di costruire collettività più ampie e composite - a livello nazionale, europeo, mondiale. La “Settimana” vedrà infatti protagoniste le scuole di 15 Regioni e 46 città italiane aderenti al progetto “UN SOLO MONDO, UN SOLO FUTURO” promosso da un consorzio di 20 Organizzazioni Non Governative e sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur).

Concepito nell’alveo dell’Anno Europeo per lo Sviluppo (EYD 2105), il progetto coinvolge oltre 500 scuole primarie e secondarie, «per affrontare in chiave educativa i temi dello sviluppo globale, sensibilizzando il mondo della scuola e la società nel suo complesso sull’impegno della cooperazione internazionale italiana» spiega Piera Gioda di CISV, Ong capofila dell’iniziativa.

«La Settimana scolastica della cooperazione internazionale è una grande opportunità per diffondere la cultura della solidarietà internazionale e dello sviluppo sostenibile attraverso la formazione e i processi di apprendimento: elementi che stanno alla base di una riflessione critica sulla realtà» dice Samanta Musarò (Ong COSPE) del Comitato scientifico di UN SOLO MONDO UN SOLO FUTURO.

I tanti eventi previsti per la Settimana scolastica della Cooperazione Internazionale saranno raccontati sul sito www.unmondounfuturo.org/blog.

UN SOLO MONDO UN SOLO FUTURO si svolge nelle seguenti regioni: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Puglia, Sicilia, Sardegna

Per info:  eas@cope.it
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Vacancy Tanzania Veterinario/Agronomo

VACANCY TANZANIA 2016

Il CoPE  è alla ricerca di un VETERINARIO/AGRONOMO in Tanzania (MAHINYA, villaggio di MSINDO, distretto di Namtumbo, Regione di Ruvuma) a partire dal 2016 e per la durata di due anni. Chiusura candidature: 31 gennaio 2016.

Di seguito tutti i dettagli da leggere con attenzione:

Figura richiesta: VETERINARIO/AGRONOMO, COPE TANZANIA

Destinazione: TANZANIA Durata contratto: 2 anni Remunerazione: commisurata all’esperienza Sede: MAHINYA, villaggio di MSINDO, distretto di Namtumbo, Regione di Ruvuma

Progetto di riferimento: “CRAS – Centro Rurale Agricoltura Sostenibile, in TANZANIA”. Sviluppo di un centro pilota di formazione e produzione agro-zootecnico che coinvolge con i suoi corsi di formazione a vari livelli numerosi giovani e contadini del distretto; i corsi sono accompagnati da attività di microimpresa e sensibilizzazione su vari temi inerenti l'agricoltura e le tecnologie sostenibili. Il progetto è stato finanziato dal Ministero Affari Esteri Italiano ed EuropeAid, ed è stato avviato a luglio 2007.

Mansioni

- Gestire e coordinare le attività di produzione agricola e zootecnica e curare l’equipaggiamento delle opere aziendali; - Supervisione e monitoraggio dei compiti e delle attività realizzate dal personale locale che opera nel progetto, specialmente in ambito agricolo e zootecnico, a livello sia produttivo che formativo; - Redigere le relazioni di avanzamento attività nel proprio ambito di intervento, a cadenza bimestrale, annuale o comunque ogni qualvolta venga richiesto dall’ufficio Progetti PVS a Catania; - Fondamenti di contabilità, archiviazione delle ricevute, e redazione di prime note e rapporti economici; - Organizzazione e monitoraggio delle attività di raccolta dati sul campo in relazione alle attività produttive e formative, indispensabili per il monitoraggio, la valutazione annuale e la programmazione futura.

Competenze e capacità richieste - Laureato in Veterinaria o in agronomia; - Buona capacità relazionale; - Ottima capacità nel lavoro di gruppo; - Capacità didattiche, per il trasferimento di conoscenze e know-how al personale locale, ed in special modo ai formatori locali; - Ottime capacità logistiche e organizzative e di problem-solving, - Predisposizione a interagire e collaborare in termini di pianificazione e coordinamento con i propri responsabili; - Attitudine a lavorare in contesti isolati ed in autonomia; - Conoscenza della lingua inglese indispensabile e swahili altamente valorizzata; - Preferibili precedenti esperienze lavorative almeno annuali in Africa; - Elevata maturità e capacità di adattamento; - Rispetto delle scadenze, delle procedure e dei ruoli.

Come candidarsi Inviare la propria candidatura composta da e rispettando la dicitura: “CV_Cognome_Nome”, “Lettera_motivazione_Cognome_Nome” con indicazione di almeno due referenze via e-mail, indicando in oggetto "Vacancy CRAS Mahinya", a: Responsabile Ufficio Progetti Estero progetti@cope.it

Candidature che non rispettano tali indicazioni non verranno prese in considerazione.

Data chiusura candidature:

31 Gennaio 2016, disponibilità a partire dal 15 Febbraio 2016 per affiancamento e consegne. La selezione dei candidati si intenderà comunque chiusa nel momento in cui sarà individuata la figura richiesta.

Solamente i candidati invitati a colloquio riceveranno una risposta. I colloqui si terranno a Catania, con prove di gruppo e ed individuali. E’ possibile effettuare un pre-colloquio via Skype, ma questo non dispensa da quello su Catania.

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Spedizione Axum
Spedizione Axum - Un aiuto per l'Etiopia In queste foto, il container di materiale sanitario destinato al Shashemene Referral Hospital, per la costruzione di una sala ospedaliera e per far fronte all'emergenza della siccità, nel suo viaggio dall'Italia all'Etiopia. La spedizione è stata realizzata grazie al contributo del Ministero Affari Esteri, della Direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo e all'Unità di crisi emergenze sanitarie del Ministero degli Esteri, che hanno accolto la richiesta di aiuti inviata dal CoPE lo scorso gennaio per conto dell'associazione umanitaria Axum. [gallery ids="https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/1.jpg|Preparazione del container in Italia,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/2.jpg|Il container è pronto per un lungo viaggio,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/3.jpg|I sigilli di sicurezza,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/4.jpg|Il materiale del container viene depositato al Shashamane Referral Hospital,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/5.jpg|iniziano i lavori!,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/6.jpg|,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/7.jpg|,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/8.jpg|,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/9.jpg|,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/10.jpg| I preparativi per l'inaugurazione della sala ospedaliera ,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/11.jpg|,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/12.jpg|L'inaugurazione,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/12a.jpg|,https://www.cope.it/wp-content/uploads/2015/12/13.jpg|Lo staff è pronto, la sala è operativa!"]  
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Calendario 2016 CoPE!
Il Calendario 2016 CoPE è arrivato: bello, colorato, con uno sguardo attento alla sostenibilità ambientale dei nostri progetti e un design allegro: quest'anno abbiamo voluto inserire anche alcune tra le principali festività sacre delle religioni dal mondo, per ricordare l'importanza del dialogo, dell'integrazione e della convivenza pacifica tra culture! Potete trovarlo nella nostra sede in via Crociferi 38 a Catania e ai nostri banchetti solidali in giro per Catania: per sapere sempre dove e quando trovarci, date un'occhiata alla sezione "Eventi in corso" del nostro sito e seguite la nostra pagina Facebook. Il Calendario 2016 CoPE è una fantastica idea regalo e un modo utile e solidale per sostenere, con una piccola donazione, i nostri progetti in Tanzania, Madagascar, Guinea Bissau e Perù. Copertina Calendario 2016-01
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SOUTH4SOUTH - Fiera della Cooperazione 12 e 13 dicembre
Il 12 e 13 Dicembre, al centro fieristico Le Ciminiere di Catania, il Cope presenterà la Fiera della Cooperazione "South4South". L'evento, realizzato in collaborazione con il CONGASS – Coordinamento ONG ed Associazioni di Solidarietà Siciliane, vedrà la partecipazione dell'intero panorama associativo impegnato sul territorio catanese in attività atte a promuovere la cooperazione internazionale e il terzo settore. PROGRAMMA SOUTH4SOUTH 12 dicembre  ▶ h 11:00/13:00 Workshop gratuito di COMUNICAZIONE SOCIALE per giornalisti, comunicatori e studenti della comuniacazione"Tra media e immaginario collettivo: come comunicare la cooperazione". Docente: Marco Binotto (Ricercatore al Dipartimento di comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma e Docente di comunicazione dei diritti e della cittadinanza attiva). Info e prenotazione posto: comunicazionecope@gmail.com ▶ h 17:00/19:00 Conferenza "Sicilia: confine transfrontaliero d'Europa. Quali prospettive per la coprogettazione tra ente pubblico e privato sociale?" - Una tavola rotonda tra ong e istituzioni. Interverranno: Interverranno: Sergio Cipolla (Presidente CONGASS), Michele Giongrandi (Presidente CoPE), il dott. Luigi Maugeri (Comune di Catania), avv. Giuseppe Sigismondo Martorana (CeDoc – Unversità degli studi di Catania), Marco Gurrieri (ManiTese), Renato Camarda (Libera). ▶ 19:00 Concerto di beneficenza con il Dipartimento di musica d'insieme del Liceo musicale "Regina Margherita" di Palermo, intermezzi recitativo-musicali di Siculish, Leakers blues band e recital poetico di Giacomo Pistone. 13 dicembre ▶ h 16:00 Laboratori di giocoleria per bambini ▶ h 19:00 Concerto con Zibba, Vincenzo Di Silvestro e Miqrà ( Vedi l'evento su facebook: https://www.facebook.com/events/882041668533272/) L'ingresso al concerto è libero e trattandosi di un evento di solidarietà, gli artisti hanno deciso di sostenere la causa di South4South e devolvere qualsiasi forma di donazione volontaria da parte vostra al sostegno dei nostri progetti in Africa e Perù. VjSet: Janila Mezzatesta PER L'INTERA DURATA DELLA FIERA SARANNO PRESENTI: ▶ MOSTRA FOTOGRAFICA collettiva "VISIoni dal Mondo" a cura di Manlio Caliri, Suryene Ramaget, Angelo Biondi, Roberta Castiglione ▶ STAND ESPOSITIVI di artigianato solidale e banchetti informativi delle associazioni che aderiscono all'iniziativa: CoPE Cooperazione Paesi Emergenti, Mani Tese Sicilia, Csve, Congass e tante altre... La locandina: south4south_locandina  
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Futur3skills, kick off meeting a Helsinki

Nel corso del primo meeting del progetto Futur3Skills, che si è tenuto a Helsinki dal 20 al 23 ottobre, il presidente del CoPE insieme al responsabile di progetto hanno partecipato alla presentazione delle strategie e degli obiettivi, i cui prossimi output saranno una comparazione sulle attività di formazione nel terzo settore nei paesi europei e la creazione di linee-guida in inglese, uguali per tutti i paesi partner, per un nuovo corso di formazione volto alla professionalizzazione del volontariato.

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