Sicur19 - Sicurezza Alimentare e Sanitaria: resilienza delle comunità locali nell'era del Covid-19, è un progetto finanziato con fondi 8x1000, che il COPE  ha avviato in due diversi distretti della Tanzania, quello di Mufindi e quello di Nantumbo.

La pandemia di COVID-19 tutt'ora in atto, sta intensificando le vulnerabilità e le inadeguatezze dei sistemi alimentari globali. La Tanzania e il suo sistema agroalimentare non sfugge purtroppo alla crisi.

Superare la fame e la malnutrizione in tutte le sue forme è più che assicurare cibo a sufficienza per sopravvivere: ciò che le persone mangiano - e soprattutto ciò che mangiano i bambini - deve essere anche nutriente. Eppure un ostacolo fondamentale è l'alto costo dei cibi nutrienti e la bassa accessibilità economica di diete sane per un gran numero di famiglie, situazione aggravata dalla crisi economica fomentata dalla pandemia COVID-19 ma anche dalle condizioni di malattia di capifamiglia che sono gli unici detentori privilegiati degli strumenti e delle conoscenze agricole e zootecniche utili per provvedere al sostentamento della famiglia.

Gli obiettivi del progetto pertanto riguardano il raggiungimento entro il 2025 dei traguardi concordati a livello internazionale contro l’arresto della crescita e il deperimento nei bambini sotto i 5 anni di età, così come previsto dall’obiettivo sconfiggere la fame dell’agenda 2030 e la promozione dell'autosufficienza alimentare e la sicurezza sanitaria nei distretti target di Mufindi e Namtumbo.

In particolare, si intende favorire pari accesso alle risorse in agricoltura di 100 donne e 100 gruppi familiari a rischio emarginazione e grave malnutrizione, attraverso attività formative su: sicurezza alimentare, importanza di una dieta variegata, valori nutrizionali, rilevamento dei segni primari di malnutrizione, implementazione di piccoli orti ed allevamenti domestici

In ambito sanitario, il partner locale Ospedale di Nyololo ha il ruolo di prendere in carico dei casi accertati di malnutrizione presso la propria struttura e attraverso il personale sanitario, di gestione il coordinamento di 5 sessioni di capacity building di 56 insegnanti delle scuole primarie dei distretti target e di 20 puericultrici del centro di accoglienza “Sisi ni kesho”del COPE  sull’importanza di una dieta variegata anche in ottica di miglioramento del sistema immunitario per la prevenzione da malattie infettive dei bambini.

Attività diversa riguarda la selezione e formazione di 12 operatori qualificati, su buone prassi igienicosanitarie per prevenzione da malattie infettive con un focus su contrasto e prevenzione della pandemia COVID-19 che sensibilizzeranno 200 famiglie e la popolazione nei villaggi target all’implementazione di buone prassi igienico-sanitarie per la prevenzione dalle malattie infettive, unitamente ad attività di screening.

Partner locali strategici per il progetto pertanto saranno il Mahinya College per il distretto di Namtumbo, regione di Ruvuma e l'Ospedale di Nyololo, distretto di Mufindi, regione di Iringa.

 

We Care è un progetto finanziato dall'AICS e realizzato in Tanzania da partner diversi: capofila è la ONG L’Africa Chiama; i partner italiani sono COPE e  IBO Italia; i partner tanzaniani sono Shivyawata Tanzania Federation of Disabled People's Organisations e l'Ospedale di Nyololo.

Il progetto, di durata triennale, si pone come obiettivo generale, di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita di bambini e ragazzi con disabilità residenti nella regione di Iringa (Tanzania) con particolare attenzione ai servizi di base, con riferimento specifico a salute e istruzione.

Nello specifico, si intende favorire l'accesso a servizi di prevenzione, diagnosi, salute, riabilitazione su base comunitaria e di inclusione socio educativa di bambini e ragazzi con disabilità (0-15 anni) e delle loro famiglie nelle province di Iringa Rural, Mufindi e Kilolo.

Al fine di ridurre l’incidenza della disabilità neo-natale mediante prevenzione, screening e sensibilizzazione rivolti a donne in età fertile e donne gravide nelle Province individuate, verranno realizzate diverse attività quali:

  • Sensibilizzazione donne in età fertile 15-45 sul tema della salute riproduttiva e materno-infantile
  • Servizio di telemedicina mHealth per le visite antenatali e postnatali per le donne gravide
  • Attività di screening per le donne gravide in 6 circoscrizioni selezionate
  • Attività di formazione per il personale sanitario e creazione di protocolli sulla prevenzione delle disabilità congenite

Per migliorar le capacità dei centri di salute in materia di diagnosi precoce della disabilità nei bambini (0-4), il sistema di referaggio e accessibilità dei bambini con disabilità (0-4) a trattamenti riabilitativi di qualità nelle Province citate,si intendono avviare diverse attività quali la creazione di un protocollo regionale per la certificazione ed il referaggio dei bambini con disabilità,la formazione al personale sanitario e ai volontari comunitari su diagnosi precoce della disabilità e sistema di referaggio;anche le famiglie saranno coinvolte nelle attività del progetto come ad esempio, i percorsi formativi sul tema della Riabilitazione su Base Comunitaria rivolti alle giovani mamme di bambini con disabilità presso i centri di salute coinvolti nel progetto e la costituzione di gruppi locali di famiglie con bambini con disabilità per la condivisione della metodologia su citata e delle esperienze di integrazione di disabili.

Altro step importante per realizzare una maggiore inclusione dei disabili nella società tanzaniana riguarda l'attività di supporto dato agli studenti con disabilità delle scuole pre-primarie e primarie nelle province rurali di Iringa, Mufindi e Kilolo attraverso le attività col personale scolastico (Formazione del personale scolastico, creazione di una rete di stakeholders in ottica “One Health), l'adattamento delle scuole alle esigenze degli studenti, la realizzazione di attività di sport inclusivo nelle scuole e la sensibilizzazione della comunità locale e dei genitori sull’importanza dell’iscrizione scolastica precoce dei bambini con disabilità.

Il progetto KAN-Kwa Afya Njema: garantire l'ultimo miglio attraverso l'approccio comunitario, intende contribuire a porre fine alle epidemie di AIDS, tubercolosi, malaria e malattie tropicali trascurate entro il 2030 (obiettivo 3.3, Agenda 2030) in Tanzania.

Finanziato dal programma AICS/Global Fund per azioni sinergiche nella lotta all’HIV, alla tubercolosi e alla malaria, il progetto sosterrà i partner locali nella promozione di servizi sanitari preventivi e curativi di qualità ed efficaci, eliminando le barriere di accesso per le popolazioni più vulnerabili colpite dalle tre malattie (l'"ultimo miglio"), incoraggiando misure a livello di comunità per aumentare l'accessibilità ai servizi e garantendo la salvaguardia dei diritti dei pazienti.

L’intervento del consorzio di partner durante il progetto consentirà il miglioramento dei servizi di prevenzione delle strutture sanitarie a livello distrettuale attraverso interventi basati su CRG, l’aumento dell'infrastruttura dei servizi sanitari comunitari per la diagnosi e il trattamento di HIV, TBC e malaria , il consolidamento di un sistema di medicina di prossimità per la prevenzione e il trattamento di HIV, TBC e malaria.

I beneficiari saranno selezionati tra la popolazione che vive nelle zone rurali e nei conglomerati urbani più poveri e saranno principalmente donne in età riproduttiva e le donne incinte che sono maggiormente a rischio a causa delle condizioni ambientali (violenza, discriminazione, società patriarcale).

Il progetto si svolgerà nei distretti urbani di Mufindi e Iringa sensibilizzati sull'importanza della salute sessuale e riproduttiva (SRHR) e sulla riduzione dello stigma relativo alle 3 malattie, coinvolgendo  peraltro 8500 adolescenti, giovani donne. Verranno avviate campagne di screening in attività di outreach, per individuare e ridurre la diffusione di HIV, TBC e malaria grazie a ben 90 operatori sanitari appartenenti ai 9 centri sanitari rurali del distretto che saranno formati sull'approccio basato sulle CRG, sulla "linea guida nazionale per l'assistenza neonatale e la creazione di unità di assistenza neonatale" del Ministero della Sanità della Tanzania e sull'uso dell'applicazione Panda per ridurre la trasmissione della TBC e la trasmissione

Risultati attesi:

  • Migliorare i servizi di prevenzione delle strutture sanitarie a livello distrettuale con interventi CRG-based attraverso la formazione e tutoraggio di operatori sanitari e Community Health Workers al fine di ridurre la trasmissione TBC e la trasmissione verticale dell’HIV. Importante è realizzare una campagna di sensibilizzazione e advocacy su salute sessuale e riproduttiva (SRHR) con il sostegno di Kamati (CBOs) e l organizzazione di laboratori di teatro sociale per la riduzione dello stigma sui soggetti affetti dalle 3 malattie e la promozione delle vaccinazioni, incluse contro il Covid-19.
  • Incrementare l’infrastruttura dei servizi sanitari di prossimità per diagnosi e cura di HIV, TB e malaria attraverso l’apertura di una Farmacia di Comunità, l’implementazione di un sistema di supporto sanitario mobile a livello territoriale e la realizzazione visite prenatali di prevenzione e cura delle 3 malattie per donne in età riproduttiva, in gravidanza e per i loro bambini.
  • Consolidare il sistema di medicina territoriale per la prevenzione e cura di HIV, TB e malaria attraverso l’analisi sulla resilienza ed accessibilità del sistema sanitario locale nell’era post-covid19 ed impatto sui soggetti vulnerabili e la creazione di una rete di stakeholders in ottica “One Health”.

Il capofila è COPE, i partner sono:

- Kituo Cha Afya (KCA) di Nyololo –Ospedale di Nyololo;

- District Medical Officer (DMO) di Mufindi - Ente di diritto pubblico tanzaniano

- Regional Medical Officer (RMO) di Iringa - Ente di diritto pubblico tanzaniano

- National Institute of Medical Research (NIMR) - Istituto di ricerca tanzaniano

- Università di Dodoma – università pubblica

- Ospedale San Raffaele - Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS)

Dalla pluriennale esperienza nel settore sanitario della nostra Ong e la consolidata collaborazione tra il COPE  e le Diocesi di Caltagirone e Iringa, nasce il progetto SAFE MAMI- Sensibilizzazione, Alfabetizzazione, Formazione, Educazione per il Miglioramento all’Aiuto Materno-Infantile, con l'ambiziosa idea di costruire una Sala Operatoria e l'avvio del Reparto Chirurgia presso il Centro di Salute Rurale di Nyololo.

L'obiettivo egenrale è quello di migliorare le condizioni di salute per donne in gravidanza e neonati, riducendo il tasso di mortalità materna del 20% entro il 2022 e il tasso di mortalità neonatale-infantile del 20%.

Nel contesto tanzaniano e distrettuale, i livelli di mortalità si attestano infatti su 135 morti ogni 100.000 gravidanze per quanto riguarda la mortalità materna;  8,1 morti su 1.000 nati per quanto riguarda la mortalitá neonatale e 9,7 morti su 1.000 nati per la mortalitá dei bambini sotto i cinque anni (dati provenienti dall’ufficio sanitario distrettuale). Le cause immediate della mortalità infantile sono da ricercarsi in complicanze accorse durante il parto, un apporto nutritivo carente sia nella dieta dei bambini, che delle gravide e nelle malattie infettive come malaria, tetano, ARI (Acute Respiratory Infection) diarrea, AIDS e meningite. Viceversa, le cause della mortalità materna derivano principalmente da emorragie durante il parto, infezioni postparto, ipertensione gravidica ed eclampsia, complicazioni durante il parto e aborti non sicuri.

Risulta quindi prioritario facilitare l’accesso della popolazione femminile ai servizi sanitari, chirurgici e di assistenza materno-infantili nelle circoscrizioni di Nyololo, Maduma, Mbalamaziwa, Igowele e Bumilainga, aumentando il tasso di frequenza delle donne e dei bambini sotto i 5 anni ai servizi prenatali e postnatali del 20% in tre anni.

I beneficiari diretti

  • Circa 3.700 donne dei villaggi presenti nelle circoscrizioni in questione usufruiranno dei servizi di informazione, educazione ed assistenza al parto nel corso dei tre anni del progetto con la disponibilità di una sala operatoria adibita a parti cesarei allestita con attrezzature adeguate agli standard nazionali e personale qualificato.
  • Circa 1.200 bambini che nasceranno nel periodo di implementazione del progetto nella zona target di progetto i quali potranno accedere a servizi di assistenza alla nascita di qualitá in grado di preservarli dalle gravi complicazioni che un parto non assistito può determinare (disabilità, malattie infettive). Inoltre, avranno la possibilità di essere seguiti fino all’età di 5 anni dal servizio nazionale di controllo e consulenza prenatale e postnatale RCH (Reproductive Child Health).
  • 60 unità di personale medico provenienti dalla struttura sanitaria formati su corretto rapporto medico-paziente.
  • 20 leader governativi a livello di villaggio e circoscrizione che verranno formati sul sistema di monitoraggio e reportistica dello stato delle gravide all’interno del loro villaggio/circoscrizione;
  • 50 community health workers verranno formati sulle modalitá di relazionarsi ai pazienti a livello comunitario, e sul sistema di monitoraggio e reinvio alle strutture sanitarie di riferimento dei pazienti, specialmente le donne gravide.
  • 250 studenti di medicina e infermieristica provenienti dalle scuole ed universitá a livello regionale che effettueranno nei tre anni di progetto il tirocinio formativo presso il Centro di Salute di Nyololo

Totale dei beneficiari diretti: 16.480.

Al termine del progetto, si prevede un miglioramento dei livelli di educazione alla salute nella popolazione e soprattutto, un miglioramento della qualità del servizio sanitario e chirurgico offerto con particolare attenzione alla conformitá dei servizi di salute materno infantile agli standard nazionali.

Le attività previste nel triennio sono molteplici e multisettoriali, tra le quali:

  • Organizzazione di cicli di seminari in 13 villaggi su educazione alla salute, in particolar modo sulla salute materno-infantile, condotti dal personale sanitario (medici, infermieri e ostetriche) con il supporto del personale medico governativo e delle autorità locali di villaggio (Per verificare l’efficacia dei seminari, ai partecipanti verrà richiesto di completare un test di verifica anonimo).
  • Promozione di incontri che favoriscano la creazione di protocolli di collaborazione tra capi villaggi, curatori tradizionali e capi religiosi
  • Miglioramento delle infrastrutture del Centro di Salute di Nyololo che mira alla costruzione e all’equipaggiamento di Sala Operatoria, Reparto di Degenza Maternità, Unità Terapia Intensiva Neonatale e Studentato;

Per quanto riguarda la Sala Operatoria internamente all'Ospedaledi Nyololo, questa è fondamentale al fine di avviare l’implementazione in loco di servizi sanitari migliorati, specialmente per quanto riguarda il trattamento delle gravidanze e delle relative complicanze, nello specifico parti cesarei.

La sala operatoria costituirá inoltre uno strumento essenziale per la formazione tecnica degli studenti di medicina e infermieristica, che ogni anno provengono da tutta la Regione di Iringa per svolgere il loro tirocinio pratico presso il Centro di Salute di Nyololo. Gli studenti saranno supervisionati dai medici e dagli infermieri del Centro di Salute di Nyololo specializzati nella formazione del personale. A termine del loro percorso formativo, verrá rilasciato agli studenti un certificato di attestato di tirocinio, utile per la loro carriera professionale futura.

L’attività prevede anche la creazione di un Reparto di Degenza Maternità (RDM) comprendente uno spazio adibito a Unità Terapia Intensiva Neonatale (UTIN) per diminuire il rischio di mortalità neonatale.

Per facilitare l’accesso al servizio maternità e incoraggiare le donne a partorire presso una struttura sanitaria adeguata, verrà equipaggiata una stanza di accoglienza adiacente il centro di salute di Nyololo, dove le donne in gravidanza potranno alloggiare in sicurezza nel periodo che precede il parto. Parallelamente a questo, verrà previsto l’ampliamento delle strutture abitative destinate all’accoglienza di circa 80 studenti ogni anno (studentato).

 

   Diocesi di Caltagirone

 

 

 

 

 

 

 

La pandemia COVID-19 ha colpito tutti i paesi del Mondo, compresa la Tanzania. Considerando la grande percentuale di cittadini tanzaniani con patologie croniche quali Malaria, Tubercolosi, HIV, Ipertensione, Diabete e altre patologie immunodeficienti, la scarsa o spesso inesistente presenza di materiali e risorse sanitarie, la scarsa presenza di personale sanitario specializzato e di risorse economiche, il rischio di diffusione del virus con conseguenze gravi ed irreversibili è alto.

Il primo caso di COVID-19 in Tanzania risale al 16 Marzo 2020 e, se durante i primi mesi di diffusione della pandemia i dati ufficiali sono stati molto ridotti e successivamente mai aggiornati dal Governo Tanzaniano, la situazione è in progessivo peggioramento in tutto il paese.

Secondo una ricerca effettuata sul territorio, il sistema sanitario nazionale dispone di 120 posti letto in terapia intensive attrezzate (100 a Dar es Salaam e 20 dislocate nel resto del Paese). Le strutture regionali non sono in grado di far fronte ad una situazione d’emergenza come quella che sta colpendo i paesi occidentali.

Pertanto, la prevenzione risulta fondamentale per limitare la diffusione del virus.  Il Centro di Salute Rurale di Nyololo dispone di un reparto isolamento per tutti quei pazienti con patologie infettive e/o virali. Nella prospettiva di un’eventuale diffusione del virus COVID-19, il Centro è in grado di isolare i pazienti sospetti e/o positivi al virus. Non è possibile invece il ricovero di pazienti in condizioni gravi che necessitano un posto letto in terapia intensiva.

Ad oggi il Centro di Salute di Nyololo può garantire assistenza sanitaria ai soli pazienti COVID con patologie respiratorie che possono essere affrontate con il solo utilizzo di ossigeno e mascherine, ma non pazienti con difficoltà respiratorie gravi. E' stato possibile creare una rete di collegamenti con altre ONG che operano in Ospedali situati nella Regione di Iringa attrezzati per il trattamento di pazienti COVID+ (tra questi il Regional Hospital di Iringa che dispone di 8 posti letti in terapia intensiva disponibili per il ricovero di pazienti COVID in gravi condizioni). Grazie al sostegno economico della CEI, nel corso del 2020 abbiamo acquistato dispositivi medici e materiale sanitario destinato alla prevenzione della diffusione del virus Covid-19, attività che prosegue incessantemente anche quest'anno, dopo la ripresa dei contagi per far fronte all’emergenza COVID-19 .

Nel corso dei 3 mesi di progetto il Centro di Salute Rurale di Nyololo ha potuto acquistare il seguente materiale sanitario:

  •  Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) e disinfettanti: Mascherine chirurgiche,  Guanti non chirurgici, Schermi protettivi per il viso, Stivali in gomma, Grembiuli usa e getta, Sacchi di plastica per rifiuti infetti, Alcool 96%, Glicerina/soluzione alcolica, Ipoclorito di sodio, Sapone liquido;
  • Attrezzature: Pulsossimetri, Concentratori di ossigeno, Termometri infrarossi, Maschere per ossigeno per adulti e bambini; bombole di ossigeno.

Nel corso dell’emergenza, grazie alla collaborazione di tutto il personale sanitario, sono stati creati dei protocolli di gestione della pandemia: le persone che si recavano presso il Centro dovevano effettuare un primo screening all’ingresso; seguendo una rotazione, il personale sanitario munito di D.P.I., dotato di termometro a infrarossi e igienizzante homemade, misurava la temperatura di tutti i pazienti e indirizzava le persone con temperatura superiore a 37,5 presso una zona di isolamento dove due infermiere si occupavano di effettuare un secondo test (questionario per verificare la possibilità di contatto diretto o meno con persone positive o sospette positive al COVID) per escludere o confermare un’eventuale contagio. In caso di positività al questionario il paziente veniva visitato dal medico di riferimento ed eventualmente sottoposto al tampone.
 Le attività di screening continuano tutt'ora presso l'Ospedale di Nyololo in cui sono stati isolati di recente dei casi di positività al COVID-19.

 

Finanziato dalla CEI – Conferenza Episcopale Italiana, con capofila l'associazione ALM e con numerosi partners dell'universo FOCSIV-Volontari nel mondo(FOCSIV,CEFA,CMSR,CVM, FMSI,FONTOV, IBO Italia, LVIA, MLFM )e la Conferenza Episcopale della Tanzania in qualità di controparte locale,il progetto I giovani sono il domani- formazione professionale e reinserimento sociale dei giovani portatori di Hiv/AIDS ha come obiettivo generale il “contribuire alla promozione di un modello di formazione per i giovani più vulnerabili della Tanzania che garantisca loro la possibilità di cambiare la propria condizione di vita e quella delle proprie famiglie attraverso l’avvio e la promozione di attività sociali e produttive generatrici di reddito e attività associative e di cittadinanza attiva”.

Il COPE, in qualità di partner del progetto,si occupa da anni presso l'Ospedale di Nyololo delle attività di miglioramento della condizioni di salute nella regione di Iringa attraverso la riduzione della trasmissione HIV e il reinserimento sociale dei gruppi vulnerabili.

Le attività specifiche previste dal progetto e gestite dal COPE saranno:

  • Formazione specialistica del personale medico attraverso la combinazione di preparazione teorica e pratica,  supportata da attività di tirocinio in affiancamento con il personale già impiegato presso il CTC. Il personale verrà formato su parto sicuro e la trasmissione HIV, il counselling per il Test HIV (Volunteer Counselling and Test) e la somministrazione della terapia antiretrovirale; assistenza nei centri e attraverso le cliniche mobili.
  • Attivazione di cliniche mobili e pronto soccorso. Il personale già impiegato nelle cliniche mobili sarà integrato dai giovani in formazione;
  • Formazione di 5 CBOs, organizzazioni della società civile composte da donne, che avranno il compito di svolgere le attività di sensibilizzazione presso i villaggi. Sarà adottata la metodologia della peer-to-peer education che viene spesso utilizzata nell'ambito della promozione della salute e più in generale nella prevenzione dei comportamenti a rischio,

Le attività di formazione si svolgeranno presso i locali e i reparti degli ospedali rurali del Distretto di Mufindi e i CBOs svolgeranno attività di formazione e sensibilizzazione destinate alle donne in gravidanza o in età fertile e ai giovani delle scuole superiori residenti nei distretti di Iringa e Mufindi.

Le principali tematiche trattate saranno: origine virale dell’HIV; prevenzione della trasmissione verticale madre-figlio dell’HIV; test, servizi di counselling e terapia; reinserimento sociale, opportunità e programmi di formazione professionale. Tematiche trasversali saranno la corretta alimentazione, importanza dell’acqua, igiene personale, igiene domestica, malaria, prevenzione del colera e prevenzione malattie trasmissibili da contatto.

Oltre all'aspetto più prettamente sanitario, le attività formative del progetto riguarderanno anche l'avviamento di 2 corsi professionali per il reinserimento socio-economico dei portatori di HIV (150 beneficiari in tre anni - 90 di scuola di cucito e 60 di scuola di falegnameria) tutti giovani a serio rischio di esclusione sociale che saranno inseriti nel contesto economico e sociale grazie al supporto sanitario e alla formazione professionale ricevuta adatta alla creazione di attività economiche e competenze professionali più richieste nella regione.Il percorso formativo è arricchito da altre materie di studio: Disegno tecnico; Informatica di base; Matematica; Educazione civica; Micro-imprenditoria; Lingua Inglese; Metodologie ed etica sociale. Per i beneficiari delle attività formative sarà necessario equipaggiare i dormitori, i refettori e saranno previsti fondi per il trasporto degli studenti e delle borse di studio.

I beneficiari diretti sonmo tutti i giovani portatori di HIV/AIDS del Distretto diMufindi, Regione di Iringa. 

 

 

“La cosa più importante in medicina?  Non è tanto la malattia di cui il paziente è affetto, quanto la persona che soffre di quella malattia

(Ippocrate, 460 a.C.-377 a.C.)

 

 

 

Il Rural Health Centre (Kituo Cha Afya in lingua swahili) è l’ospedale realizzato dal CO.P.E. tra il 2004 e il 2007 nel villaggio di Nyololo, regione di Iringa, Tanzania.

L’ospedale sorge in una zona a bassissima copertura sanitaria: conta circa 60 posti letto e servizi di assistenza medica di base che servono una popolazione di circa 40.000 abitanti. Il secondo ospedale più vicino è quello distrettuale di Mafinga e dista 63 km.

L’obiettivo generale per cui è stato realizzato, è migliorare le condizioni di salute e ridurre le cause di mortalità con particolare attenzione alla salute materno-infantile e alla cura e prevenzione dell’HIV.

L’ospedale è composto da 5 padiglioni: Pediatria, Maternità, Medicina generale donne, Medicina generale uomini e Reparto Isolamento. All'interno del reparto di pediatria da qualche anno, è inserito un servizio di monitoraggio per il trattamento della malnutrizione infantile, che rappresenta un programma esclusivo e riconosciuto a livello territoriale. Internamente ai reparti, sono stati realizzati il Programma governativo dedicato alla salute materno infantile che prevede vaccinazioni e visite di controllo per le donne incinte e per i bambini al di sotto dei 5 anni, e il Programma di  cliniche mobili nei villaggi limitrofi in cui ci si occupa all'esterno della struttura, del controllo delle donne incinte, dell’immunizzazione, della crescita del bambino e della consulenza per HIV/AIDS.

Inoltre, è stato realizzato il Programma governativo CTC (Care and Treatment Centre) per la prevenzione e cura dell’HIV: oltre ai servizi di somministrazione della terapia antiretrovirale e antibiotica per le infezioni e al sostegno psicologico durante la terapia, il programma prevede il VCT (Voluntary Conselling test) servizio gratuito che permette alla popolazione di effettuare il test HIV.

Il Centro di riabilitazione POLE POLE interno all’Ospedale e realizzato grazie al co-finanziamento di Filo Diretto Onlus è rivolto alle disabilità infantili e prevede: monitoraggio, cura delle disabilità lievi e trasporto in centri specializzati per le disabilità più gravi.

Negli ultimi anni le attività dell'Ospedale sono state indirizzate principalmente su:formazione del personale locale e l’educazione della popolazione attraverso seminari ed eventi di sensibilizzazione socio-sanitaria aperti a tutti i cittadini. Questa zona della Tanzania ha le percentuali di diffusione dell’HIV tra le più alte (fra il 20 e il 40%) dei valori medi nazionali, poiché attraversata da una fra le principali arterie di comunicazione tra il porto di Dar Es Salaam e gli altri Paesi, quali Zambia, Mozambico e Malawi. Inoltre nella regione di Iringa circa il 12% dei bambini con meno di un anno di età risulta malnutrito (Iringa Region Socio-economic Profile, 2013) e il livello di rachitismo è uno dei più alti in paese (51,3%), nonostante un’elevata produzione agro-alimentare. Soltanto l’8,8% dei bambini tra i 6 i 23 mesi ha una dieta sufficientemente varia e il 19,2% dei bambini tra i 6 e i 59 mesi non riceve un apporto adeguato di vitamina A. L'attività intrapresa intende ridurre l’incidenza della malnutrizione, in particolare quella infantile, in cinque villaggi circostanti la cui popolazione è pari a circa 16.000 persone. La principale attività economica consiste nell’agricoltura di sussistenza e in particolare nella coltivazione di fagioli, mais, patate e verdure a foglia verde. Nonostante ciò, si registrano livelli di malnutrizione molto alti: nel distretto di Mufundi il 12,3% dei bambini con meno di un anno di età è malnutrito (Iringa Region Socio-economic Profile, 2013).

Altra priorità è il problema della reperibilità del sangue con una conseguente necessità di istituire una banca del sangue. L'Ospedale è stato realizzato con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana, che destina parte dell’ 8 x mille del gettito complessivo IRPEF per interventi caritativi a favore dei paesi in via di sviluppo (CEI, Interventi caritativi a favore dei Paesi del Terzo Mondo – 2006) e grazie al co-finanziamento della Regione Sicilia nel 2003 e nel 2007. La costruzione dell’ospedale viene avviata nel 2004 in collaborazione con la Diocesi di Iringa per volere congiunto della Parrocchia di Nyololo e dell’Arcidiocesi di Palermo.

Il servizio ambulatoriale diurno del centro di salute comprende:

  • 2 ambulatori medici;
  • 2 stanze per le medicazioni;
  • 1 ambulatorio dentistico;
  • 1 laboratorio di analisi;
  • 1 farmacia;
  • 1 magazzino dei medicinali;
  • 1 accettazione;
  • 1 ufficio d’amministrazione;
  • 1 ufficio contabile;

Laboratorio d’analisi Attivo dal 2011, è il laboratorio più fornito del distretto. Esso consente di effettuare, oltre a tutti gli esami biochimici di routine, analisi di parassitosi alimentari e di malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre fornisce un servizio immediato e mirato ai pazienti affetti da HIV grazie all’attrezzatura per la conta dei CD4.

Servizio NHIF (National Health Insurance Fund) Nel 2015 il KCA ha aderito al programma governativo che garantisce l’assistenza sanitaria gratuita, completa di analisi e fornitura di medicinali, per tutti i pazienti in possesso dell’assicurazione NHIF.

Servizio degenza Attualmente i reparti di degenza sono 5: pediatria, maternità, uomini, donne e isolamento.

Sala parto Si trova all’interno del reparto maternità e grazie ad un programma governativo, presta servizio gratuito alle partorienti ed è completa di staff ostetrico.

Ossigeno terapia Si tratta di un’unità recentemente attivata a seguito del cablaggio del Centro di salute con rete elettrica, che ha consentito l’introduzione di ossigenatori elettrici. Questa unità consente di far fronte ai casi di emergenza e di dare supporto ai pazienti con difficoltà respiratorie.

RCH (Reproductive Child Health) Servizio governativo che si occupa della salute materno-infantile, del monitoraggio durante la gravidanza, della prevenzione e diagnosi delle malattie sessualmente trasmissibili; inoltre si effettuano terapie di profilassi contro la malaria, cure per vermi intestinali, anemie e malformazioni fetali fino alle vaccinazioni delle mamme e dei bambini fino all’età di 5 anni.

PMTCT (Prevention of Mother-To-Child Transmission) e VCT (Voluntary Counseling and Test) Sono due programmi governativi attivi all’interno del centro, che si occupano rispettivamente della trasmissione dell’HIV da madre a figlio e della diagnosi, sensibilizzazione e consulenza sulla tematica dell’HIV/AIDS.

CTC (Care and Treatment Clinic) E’ una struttura interamente adibita al trattamento dei pazienti sieripositivi che fornisce cure specialistiche, medicinali specifici e supporto psicologico.

Servizio di ambulanza Attivo 24 ore su 24, è un servizio gratuito per le partorienti e, in caso di complicazioni o patologie non trattabili presso la struttura, consente di trasportare i pazienti al più vicino ospedale di Mafinga che si trova a 63 Km.

Reparto Odontoiatrico Struttura realizzata nell’ambito del progetto ” Solidarietà Odotoiatrica  Internazionale” della Smile Mission Onlus, dedita alla salute orale in comunità svantaggiate.

Origini d’intervento

  • 1994. La collaborazione tra il Co.P.E. e le due Diocesi aveva già permesso la costruzione e la presa di funzione del Rural Health Centre nel villaggio di Migoli, area di Izazi-Migoli, a sud-est del bacino di Mtera, nella stessa regione di Iringa.
  • 2002. Tale collaborazione permise di porre le basi e condurre i primi studi in loco per la realizzazione del nuovo progetto di cooperazione sanitaria nel villaggio di Nyololo.
  • 2004. Venne così avviato il cantiere per la costruzione del Centro di Salute Rurale di Nyololo, l’unico del Distretto di Mufindi.
  • 2007. KCA inaugurato in Giugno, con lo scopo di sopperire alla carenza d’assistenza medica e servire una popolazione di circa 65.000 persone.
  • 2010. Presso lo stesso KCA, ma un po’ in disparte per assicurare maggiore privacy, è inaugurato il Care and Treatment Clinic CTC, specializzato nel test HIV, servizio di informazione e prevenzione e cura dell’immunodeficienza mediante la distribuzione di farmaci antiretrovirali.

In corso di realizzazione grazie a finanziatori diversi sala operatoria e reparti di degenza.

Il progetto " I giovani sono il domani" finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana, è il risultato di un importante lavoro di concertazione ed integrazione tra l’impegno di FOCSIV, di 10 Organismi suoi soci e la Conferenza Episcopale Tanzania in qualità di controparte locale. Le attività progettuali affidate ai partner(OnG e Conf. Episcopale Tanzaniana)si svolgeranno in diverse zone del paese africano tra le quali: Arusha, Iringa, Same (Kilimangiaro), Bunda (Mara), Songea-Masasi-Tunduru (Ruvuma), Namtumbo (Ruvuma). I beneficiari diretti delle zone Arusha-Iringa-Same-Bunda-Songea-Masasi-Tunduru saranno in tutto 2.560; nella provincia di Namtumbo saranno invece 1460. Il presente intervento si pone come obiettivo il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione tanzaniana, attraverso azioni di formazione rivolte ai giovani, per un maggiore riconoscimento della dignità e dei diritti di ogni essere umano, una migliore distribuzione della ricchezza, consentendo a tutti l’accesso ai beni di base, una maggiore unità e fratellanza, con particolare attenzione alla cura dei più poveri e della natura per preservarla per le generazioni future. Diversi i risultati attsi dalle azioni intraprese: il miglioramento dell’accesso alle informazioni sul mondo del lavoro e le possibilità future di sviluppo di nuove idee imprenditoriali, l'avvio dell’offerta formativa tecnico-professionale per 180 giovani; il supporto alla formazione decentrata e la creazione di consorzi (CBO Community-based organisation) e cooperative agro-zootecniche per stimolare la riduzione dei costi di produzione e le speculazioni nel mercato alimentare Le attività previste per la parte di progetto riguardante il COPE  e la zona di riferimento sono:

  • Attività di formazione e sensibilizzazione in 12 villaggi del distretto di Namtumbo
  • Formazione e supporto alla costituzione di consorzi agrari per migliorare le condizioni di vendita delle derrate alimentari
  • Attività di promozione della fumigazione e stoccaggio del mais per i giovani consorzi agrari
  • Attivazione di 3 cicli di formazione annuale VETA “Agricoltura e impresa biologica”, “Imprenditoria e zootecnia”.
  • Erogazione di 9 corsi trimestrali on the job (3corsi X 3anni) su orticultura e allevamento
  • Costruzione di 5 centri d’informazione e aggiornamento
  • Creazione di un network di stakeholders

Presso il laboratorio veterinario del Centro CRAS (“Centro Rurale Agricoltura Sostenibile” - esempio di Scuola-Fattoria e Scuola-Impresa nato nel 2007 ) verranno effettuate le attività formative di campo, rendendo il percorso altamente qualificante in termini di competenze acquisite. Di seguito indichiamo le altre ong Fcosiv coinvolte: ALM - Associazione Laicale Missionaria, CEFA – Comitato Europeo per la Formazione e l'Agricoltura, CMSR - Centro Mondialità Sviluppo Reciproco, CVM - Comunità Volontari per il Mondo, FMSI - Fondazione Marista per la Solidarietà Internazionale Onlus, FONTOV- Fondazione Giuseppe Tovini, IBO Italia - Associazione Italiana Soci Costruttori, LVIA - Associazione Internazionale Volontari Laici, MLFM - Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo.

Il COPE,  a partire dal 2019, ha esteso le attività di intervento svolte nella cittadina di Ambanja anche al settore sanitario, precedentemente svolte in forma di consulenza medica per i bambini frequentanti il Centro Mangafaly. Con tale progetto invece, si effettua un salto di qualità, grazie al finanziamento della Fondazione Cactus onlus, poichè vengono finanziate attività di intervento le cui beneficiarie dirette sono tutte le donne afferenti al centro di salute urbano di Ambanja, almeno 1270 assistite nel corso del 2019, oltre al personale sanitario che usufruirà della formazione prevista.

Partner internazionali e locali del progetto sono la Fondazione "CHILDREN FIRST" di Losanna, la Fondazione ST, la Fondazione Telma e l'Associazione MIARO.

L'obiettivo principale riguarda il miglioramento della salute materno-infantile di donne gravide e neonati della città di Ambanja, attraverso la conduzione di visite mediche pre e post-natali di qualità in un ambiente sano, pulito e accettabile culturalmente oltre alla disponibilità di una sala per la formazione del personale sanitario. Punto di partenza è la ristrutturazione del Centro di salute Urbano dell’ospedaledi Ambanja con la costruzione del nuovo centro di salute materna e neonatale, adiacente l'ospedale pubblico che diventerà il centro di riferimento per le visite prenatali e postnatali. Il nuovo edificio consisterà in:

  • una sala d'attesa per le donne incinte in attesa di visita medica (durante l'attesa potranno visionare video sulla salute materna e, in generale, sul comportamento da adottare per ottenere una gravidanza sicura e una cura ottimale per il bambino);
  • un ambulatorio dotato di tutte le attrezzature necessarie per le visite di qualità pre e post-natale (con bilance per adulti e neonati, test rapidi per lo screening dell'HIV, sifilide, malaria e gruppo sanguigno), oltre alla possibilità di un sistema di ecografia ostetrica;
  • una sala per la formazione continua del personale con pc per consentire la realizzazione di corsi anche on-line, video-conferenze, training con simulazioni etc.

Attività collaterale prevista sarà la sensibilizzazione comunitaria e la formazione del personale sul programma di salute materna e neonatale che su vasta scala avverrà attraverso le stazioni radio locali (Radio Ankoay, Radio Ekar e Rural Radio).Una volta sensibilizzata la comunità locale sul progetto di salute materna sarà avviata l’attività di formazione del personale locale che sarà parte attiva nelle visite pre e post natali. Per la formazione del personale, saranno innanzitutto selezionati formatori tra docenti, rappresentanti del Ministero della Salute malgascio, medici e ostetriche del territorio con i quali saranno concordati i contenuti, i mezzi e le tempistiche della formazione. Completata la formazione, sarà attivato il programma di visite pre e post natali presso il nuovo dispensario.

 

Si prevede di coinvolgere circa 50-60 donne al mese e realizzare 200 visite pre e post natali. Le visite prenatali saranno facilitate dall’utilizzo di una applicazione sviluppata con l’OMS e scaricabile sugli smartphone del personale medico per permettere di migliorare la qualità della visita medica stessa. Il Ministero della Salute fornirà parte del personale del dispensario oltre che il materiale di consumo.

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