Il progetto, finanziato da AICS, promuove una crescita economica sostenibile nei distretti di Namtumbo e Songea, puntando a garantire occupazione dignitosa e un’equa remunerazione per donne, giovani e persone con disabilità. L’iniziativa armonizza le competenze di una vasta rete di partner internazionali e locali per trasformare il potenziale della regione in un sistema produttivo moderno.
Il primo pilastro riguarda il supporto all'imprenditoria e alle politiche di sviluppo. Attraverso il lavoro di Rucodia e della Regione di Ruvuma (RAS), vengono istituiti sportelli distrettuali per l’impiego e tavoli tecnici per ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro. Questi strumenti, uniti a laboratori di democrazia partecipata, facilitano la formalizzazione delle piccole-medie imprese e la nascita di nuove realtà micro-imprenditoriali.
Sul fronte dell’istruzione tecnica e professionale, l’azione assicura l’accesso a percorsi certificati e tirocini retribuiti. Il VETA Songea e il Mahinya College (CRAS) garantiscono la qualità della formazione, supportati dall’aggiornamento digitale dei docenti. L’inclusione sociale è presidiata da Shivyawata, che assicura la partecipazione delle persone con disabilità, e dall'uso del teatro sociale per contrastare ogni forma di discriminazione nel percorso educativo.
La modernizzazione del settore zootecnico rappresenta il terzo asse strategico. Grazie al supporto scientifico del DIMEVET (Università di Bologna) e all'esperienza di Vet for Africa, i veterinari locali accedono a tecnologie digitali avanzate. Il potenziamento della filiera del latte vede il coinvolgimento diretto di Ngosha Dairy Farm e lo scambio di know-how d'eccellenza con l'italiana Progetto Natura. La creazione di consorzi di allevatori e l’equipaggiamento dei centri di raccolta permettono infine di stipulare accordi commerciali solidi tra piccoli produttori e industrie di trasformazione.










Il progetto di formazione e cooperazione per giovani e donne in Tanzania "KESHO YETU PAMOJA – Il nostro futuro insieme", finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per una durata di 3 anni, coinvolge diversi partner in Tanzania tra i quali: la Conferenza Episcopale della Tanzania (TEC), le Suore Collegine della Sacra Famiglia di Morogoro e il Mahinya College Sustainable Agriculture (CRAS).
Nelle aeree d'intervento individuate nel paese africano cioè il Distretto di Morogoro e Distretto di Mvomero, verranno formate 80 persone (2 per ciascuna delle 34 Diocesi e Arcidiocesi della Tanzania, 2 rappresentanti delle Suore Collegine e 10 operatori di campo). La formazione, di 7 giorni, si svolgerà presso la Dakawa Farm con docenti del Mahinya College. I partecipanti apprenderanno pratiche sostenibili di agricoltura, irrigazione, allevamento e trasformazione dei prodotti agricoli, con moduli teorici e pratici sull’uso efficiente dell’acqua e la lavorazione degli alimenti.Inoltre, il progetto prevede corsi brevi per giovani e donne vulnerabili per 3 anni (ogni anno 100 persone per ciascuna delle 34 diocesi, coinvolgendo circa 3.400 beneficiari all'anno). I corsi, tenuti dai formatori preparati nella fase precedente, saranno pratici e tratteranno orticoltura, zootecnia e gestione d’impresa. Queste opportunità verranno promosse tramite radio, social media e brochure. I corsi brevi sono essenziali a dare una prima formazione ai giovani e alle donne beneficiari, così che poi possano proseguire con una formazione più approfondita, offerta dal Mahinya College con dei corsi di formazione agricola riconosciuti dal NACTE/VETA (formazione formale).


Il programma di protezione dell’infanzia in Madagascar è iniziato anni fa con la costruzione di un Centro Polifunzionale Diurno (Mangafaly), di supporto alle famiglie della Provincia di Antsiranana, Regione di Diana, nella città di Ambanja. Le principali attività svolte nel centro Mangafaly riguardano la diffusione e il miglioramento dell’istruzione di base e la riduzione delle dispersione scolastica, al fine di garantire la formazione di base per i bambini mai scolarizzati della regione.
I beneficiari inseriti nel programma sono dunque tutti i bambini e le rispettive famiglie, che aderendo al programma generale, vengono assistite su diversi livelli con l’obiettivo di migliorare le prospettive di crescita ed integrazione di bambini provenienti dai villaggi più isolati e remoti di questa particolare regione del Madagascar. In pochi anni il centro Mangafaly si è occupato di fornire istruzione primaria a più di 50 bambini l’anno(con picchi di 80 iscrizioni negli anni prcedenti) e di supportarne con attività di doposcuola altri 50, frequentanti le scuole elementari pubbliche locali (EPP).
Oggi il Centro è regolarmente registrato presso le autorità malgasce come scuola materna. Il programma scolastico viene definito annualmente, sia per la petite session (classe di bambini di 4 anni) che per la grande session (bambini di 5 anni), tenendo in considerazione sia il programma malgascio che eventuali elementi innovativi da integrare al programma classico.
Il programma prevede inoltre un calendario di attività extra curriculari, pomeridiane ed estive. Gli insegnanti seguono un percorso di aggiornamento costante, sia tramite il confronto con i volontari espatriati, che prendendo parte alle formazioni locali. Il personale mantiene sempre un contatto costante con le famiglie e si occupa di monitorare anche le condizioni economiche tramite delle visite a casa effettuate assieme al nostro personale.
Il centro Mangafaly inoltre intrattiene una collaborazione con i medici dell'spedale distrettuale che visitano regolarmente i bambini del centro garantendo loro condizioni di salute migliori.
Per quanto riguarda il sostegno e la scolarizzazione dei bambini già frequentanti la scuola elementare pubblica (EPP), il COPE garantisce ogni anno un kit scolastico che comprende divisa, materiale didattico e il pagamento della retta annuale.
Inoltre, grazie al sostegno della fondazione Enfant du Monde, all'interno della scuola è presente una mensa che consente l'accessibilità giornaliera, ad un pasto completo, ad ogni bambino, unitamente agli incontri di formazione e sensibilizzazione sulla corretta alimentazione e i rischi della malnutrizione, programma che comprende non solo i bambini del Mangafaly ma anche le scuole limitrofe.
Per quanto riguarda la tutela del bambino e l’accesso all’esercizio dei Diritti civili e politici, lo staff COPE si preoccupa di far ottenere i certificati di nascita per i bambini di Ambanja (Mangafay e EPP) poiché nei casi più gravi, i bambini senza atti di nascita, in quanto “invisibili” agli occhi della legge, sono vittime di tratta o abusi sessuali.
"Per una vita indipendente"è un progetto di durata triennale, cofinanziato da AICS, avviato nel 2023 dall'ente capofila AIFO(Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), insieme a diversi partner, tra i quali il COPE che in Tunisia dà seguito al suo impegno. Altri partner del progetto sono: S.c.r.l. – Servizi didattici e scientifici per l’Università di Firenze, Laboratorio Action Research for CO development, (ARCO-PIN), e in Tunisia il Ministero per gli Affari Sociali, rappresentato dal Comitato Generale per la Promozione Sociale - CGPS.
Il progetto si svolge in ben 4 governatorati tunisini: Tunisi, El Kef, Kasserine e Medenine in cui nel 2021, è stato rilevato che meno dell’1% dei giovani e adulti (età compresa tra i 16 e i 34 anni) con disabilità usufruiscono dei corsi offerti dai Centri per la Formazione Professionale, rispetto al 70% dei loro coetanei senza disabilità.
L'obiettivo generale è assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti; l'istruzione inclusiva è uno strumento imprescindibile di inclusione sociale delle fasce vulnerabili della popolazione, come descritto nel Documento Triennale di Programmazione e di Indirizzo (2019-2021) dell’AICS.
L’obiettivo Specifico (in linea con l’OSS 4.4 / Target 4.4.) è il miglioramento delle competenze tecniche e professionali dei giovani e adulti con disabilità nei Governatorati di Le Kef, Kasserine e Medenine in modo da facilitare il loro inserimento nell’impiego e nell’imprenditoria.
I bisogni identificati riportano ad una medesima causa: il limitato accesso delle persone con disabilità alle opportunità formative esistenti, determinato a sua volta dalla scarsa accessibilità di queste ultime. Nonostante imprenditori e OSC abbiano evidenziato la conoscenza delle norme che incentivano la contrattazione della categorie protette, questi ritengono che la formazione delle PcD è insufficiente a permetterne l’inclusione nel mondo del lavoro.
I beneficiari diretti dell’azione, saranno: i formatori e utenti dei corsi tecnici professionali esistenti nel Paese(i giovani e adulti con disabilità che parteciperanno a corsi di formazione professionale); i rappresentanti del Ministero del Lavoro; i rappresentanti dell’imprenditoria locale; i rappresentanti delle Organizzazioni della Società Civile (OSC) e delle Organizzazioni delle persone con Disabilità locali (OPD); i fruitori delle campagne di informazione previste.
I beneficiari indiretti saranno i familiari delle persone con disabilità che hanno partecipato ai percorsi tecnici e professionali, i datori di lavoro che potranno contare su mano d’opera qualificata.
In futuro, ne potranno beneficiare tutte le persone con disabilità e la società tunisina nel suo complesso che potrà finalmente fare tesoro delle capacità di una fetta importante della sua popolazione il cui potenziale attualmente non può esprimersi a causa di barriere nel sistema formativo.

Nell’ambito del progetto AGREE-Agricoltura sostenibile come veicolo per promuovere la sicurezza alimentare, l'empowerment femminile e lo sviluppo socioeconomico, finanziato da AICSe con capofila Vides Italia, il COPE è inserito in qualità di partner del progetto insieme alle controparti locali di COPE Mazzarello Women Promotion Centre (MWC) e Salesian Sisters of S. John Bosco nell’area di intervento della Contea di Juba, zona di Gumbo (i villaggi coinvolti sono Nesitu, Mori, Mogiri, Bilinyang, Mafau, Jebel Lemon, Kodoro, Adodi, Shirkat e Gumbo).
Le attività gestite dal COPE mirano a risultati concreti che nell’arco dei 3 anni di progetto possano migliorare la situazione delle donne della contea impegnate in attività agricole di sussistenza e del sistema agricolo locale.
Tra i risultati maggiormente attesi vi è l’aumento delle capacità di generazione del reddito delle donne mediante investimenti sulla formazione tecnico professionale alla pratica di un’agricoltura sostenibile integrata da un modulo di formazione alla microfinanza, propedeutico alla costituzione di una rete di Village Community Bank (VICOBA) destinato esclusivamente a loro.
Già diffusa in molte regioni africane per finanziare piccole attività generatrici di reddito, le VICOBA si fondano sul modello di co-responsabilità comunitaria nella partecipazione e gestione del fondo rotativo che risulta efficace tra le agricoltrici perché possiedono una propensione alla collaborazione reciproca e inclinazione solidale e di mutuo soccorso, tratti fondamentali del microcredito.
Verranno coinvolte 575 agricoltrici organizzate nei 23 gruppi in un livello di formazione più generale; successivamente, 46 agricoltrici (quadri), due per ciascun gruppo, saranno scelte e formate per diventare le figure quadro delle VICOBA negli aspetti di gestione economico-finanziaria delle attività di gruppo. La formazione verrà erogata mediante un espatriato COPE formatore per matematica di base e funzionamento delle VICOBA.
Altro risultato importante riguarda la produzione alimentare diversificata ed ecologicamente sostenibile a livello locale, attraverso la realizzazione di un sistema di raccolta acqua ad uso agricolo e irrigazione a goccia. La realizzazione di serbatoi dell’acqua prelevata consentirà il suo accumulo in particolare per l’irrigazione integrativa che avrà il vantaggio di ridurre in maniera sostanziale il rischio di raccolti ridotti o distrutti a causa della siccità, visto che i campi della maggior parte delle comunità dipendono dalla pioggia che è stagionale migliorare l’irrigazione può essere un modo semplice per migliorare in modo significativo l’alimentazione e i redditi delle famiglie.
Più precisamente nei villaggi saranno realizzati 21 impianti di irrigazione a goccia .
La progettazione e la realizzazione degli impianti di raccolta e irrigazione sarà coordinata e supervisionata da un ingegnere esperto in infrastrutture idriche, espatriato COPE in tre anni di progetto.
Il progetto mira a contribuire all’Obiettivo dello Sviluppo Sostenibile numero 2 “Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile” e, in tale ambito, si concentra sui target 2.1, 2.3 e 2.4.
Dalla pluriennale esperienza nel settore sanitario della nostra Ong e la consolidata collaborazione tra il COPE e le Diocesi di Caltagirone e Iringa, nasce il progetto SAFE MAMI- Sensibilizzazione, Alfabetizzazione, Formazione, Educazione per il Miglioramento all’Aiuto Materno-Infantile, con l'ambiziosa idea di costruire una Sala Operatoria e l'avvio del Reparto Chirurgia presso il Centro di Salute Rurale di Nyololo.
L'obiettivo generale è quello di migliorare le condizioni di salute per donne in gravidanza e neonati, riducendo il tasso di mortalità materna del 20% entro il 2022 e il tasso di mortalità neonatale-infantile del 20%.
Nel contesto tanzaniano e distrettuale, i livelli di mortalità si attestano infatti su 135 morti ogni 100.000 gravidanze per quanto riguarda la mortalità materna; 8,1 morti su 1.000 nati per quanto riguarda la mortalitá neonatale e 9,7 morti su 1.000 nati per la mortalitá dei bambini sotto i cinque anni (dati provenienti dall’ufficio sanitario distrettuale). Le cause immediate della mortalità infantile sono da ricercarsi in complicanze accorse durante il parto, un apporto nutritivo carente sia nella dieta dei bambini, che delle gravide e nelle malattie infettive come malaria, tetano, ARI (Acute Respiratory Infection) diarrea, AIDS e meningite. Viceversa, le cause della mortalità materna derivano principalmente da emorragie durante il parto, infezioni postparto, ipertensione gravidica ed eclampsia, complicazioni durante il parto e aborti non sicuri.
Risulta quindi prioritario facilitare l’accesso della popolazione femminile ai servizi sanitari, chirurgici e di assistenza materno-infantili nelle circoscrizioni di Nyololo, Maduma, Mbalamaziwa, Igowele e Bumilainga, aumentando il tasso di frequenza delle donne e dei bambini sotto i 5 anni ai servizi prenatali e postnatali del 20% in tre anni.
I beneficiari diretti
Circa 3.700 donne dei villaggi presenti nelle circoscrizioni in questione usufruiranno dei servizi di informazione, educazione ed assistenza al parto nel corso dei tre anni del progetto con la disponibilità di una sala operatoria adibita a parti cesarei allestita con attrezzature adeguate agli standard nazionali e personale qualificato.
Circa 1.200 bambini che nasceranno nel periodo di implementazione del progetto nella zona target di progetto i quali potranno accedere a servizi di assistenza alla nascita di qualitá in grado di preservarli dalle gravi complicazioni che un parto non assistito può determinare (disabilità, malattie infettive). Inoltre, avranno la possibilità di essere seguiti fino all’età di 5 anni dal servizio nazionale di controllo e consulenza prenatale e postnatale RCH (Reproductive Child Health).
60 unità di personale medico provenienti dalla struttura sanitaria formati su corretto rapporto medico-paziente.
20 leader governativi a livello di villaggio e circoscrizione che verranno formati sul sistema di monitoraggio e reportistica dello stato delle gravide all’interno del loro villaggio/circoscrizione;
50 community health workers verranno formati sulle modalitá di relazionarsi ai pazienti a livello comunitario, e sul sistema di monitoraggio e reinvio alle strutture sanitarie di riferimento dei pazienti, specialmente le donne gravide.
250 studenti di medicina e infermieristica provenienti dalle scuole ed universitá a livello regionale che effettueranno nei tre anni di progetto il tirocinio formativo presso il Centro di Salute di Nyololo
Totale dei beneficiari diretti: 16.480.
Al termine del progetto, si prevede un miglioramento dei livelli di educazione alla salute nella popolazione e soprattutto, un miglioramento della qualità del servizio sanitario e chirurgico offerto con particolare attenzione alla conformitá dei servizi di salute materno infantile agli standard nazionali.
Le attività previste nel triennio sono molteplici e multisettoriali, tra le quali:
Organizzazione di cicli di seminari in 13 villaggi su educazione alla salute, in particolar modo sulla salute materno-infantile, condotti dal personale sanitario (medici, infermieri e ostetriche) con il supporto del personale medico governativo e delle autorità locali di villaggio (Per verificare l’efficacia dei seminari, ai partecipanti verrà richiesto di completare un test di verifica anonimo).
Promozione di incontri che favoriscano la creazione di protocolli di collaborazione tra capi villaggi, curatori tradizionali e capi religiosi
Miglioramento delle infrastrutture del Centro di Salute di Nyololo che mira alla costruzione e all’equipaggiamento di Sala Operatoria, Reparto di Degenza Maternità, Unità Terapia Intensiva Neonatale e Studentato;
Per quanto riguarda la Sala Operatoria internamente all'Ospedaledi Nyololo, questa è fondamentale al fine di avviare l’implementazione in loco di servizi sanitari migliorati, specialmente per quanto riguarda il trattamento delle gravidanze e delle relative complicanze, nello specifico parti cesarei.
La sala operatoria costituirá inoltre uno strumento essenziale per la formazione tecnica degli studenti di medicina e infermieristica, che ogni anno provengono da tutta la Regione di Iringa per svolgere il loro tirocinio pratico presso il Centro di Salute di Nyololo. Gli studenti saranno supervisionati dai medici e dagli infermieri del Centro di Salute di Nyololo specializzati nella formazione del personale. A termine del loro percorso formativo, verrá rilasciato agli studenti un certificato di attestato di tirocinio, utile per la loro carriera professionale futura.
L’attività prevede anche la creazione di un Reparto di Degenza Maternità (RDM) comprendente uno spazio adibito a Unità Terapia Intensiva Neonatale (UTIN) per diminuire il rischio di mortalità neonatale.
Per facilitare l’accesso al servizio maternità e incoraggiare le donne a partorire presso una struttura sanitaria adeguata, verrà equipaggiata una stanza di accoglienza adiacente il centro di salute di Nyololo, dove le donne in gravidanza potranno alloggiare in sicurezza nel periodo che precede il parto. Parallelamente a questo, verrà previsto l’ampliamento delle strutture abitative destinate all’accoglienza di circa 80 studenti ogni anno (studentato).
Diocesi di Caltagirone

Il Rural Health Centre (Kituo Cha Afya in lingua swahili) è l’ospedale realizzato dal CO.P.E. tra il 2004 e il 2007 nel villaggio di Nyololo, regione di Iringa, Tanzania.
L’ospedale sorge in una zona a bassissima copertura sanitaria: conta circa 60 posti letto e servizi di assistenza medica di base che servono una popolazione di circa 40.000 abitanti. Il secondo ospedale più vicino è quello distrettuale di Mafinga e dista 63 km.
L’obiettivo generale per cui è stato realizzato, è migliorare le condizioni di salute e ridurre le cause di mortalità con particolare attenzione alla salute materno-infantile e alla cura e prevenzione dell’HIV.
L’ospedale è composto da 5 padiglioni: Pediatria, Maternità, Medicina generale donne, Medicina generale uomini e Reparto Isolamento. All'interno del reparto di pediatria da qualche anno, è inserito un servizio di monitoraggio per il trattamento della malnutrizione infantile, che rappresenta un programma esclusivo e riconosciuto a livello territoriale. Internamente ai reparti, sono stati realizzati il Programma governativo dedicato alla salute materno infantile che prevede vaccinazioni e visite di controllo per le donne incinte e per i bambini al di sotto dei 5 anni, e il Programma di cliniche mobili nei villaggi limitrofi in cui ci si occupa all'esterno della struttura, del controllo delle donne incinte, dell’immunizzazione, della crescita del bambino e della consulenza per HIV/AIDS.
Inoltre, è stato realizzato il Programma governativo CTC (Care and Treatment Centre) per la prevenzione e cura dell’HIV: oltre ai servizi di somministrazione della terapia antiretrovirale e antibiotica per le infezioni e al sostegno psicologico durante la terapia, il programma prevede il VCT (Voluntary Conselling test) servizio gratuito che permette alla popolazione di effettuare il test HIV.
Il Centro di riabilitazione POLE POLE interno all’Ospedale e realizzato grazie al co-finanziamento di Filo Diretto Onlus è rivolto alle disabilità infantili e prevede: monitoraggio, cura delle disabilità lievi e trasporto in centri specializzati per le disabilità più gravi.
Negli ultimi anni le attività dell'Ospedale sono state indirizzate principalmente su:formazione del personale locale e l’educazione della popolazione attraverso seminari ed eventi di sensibilizzazione socio-sanitaria aperti a tutti i cittadini. Questa zona della Tanzania ha le percentuali di diffusione dell’HIV tra le più alte (fra il 20 e il 40%) dei valori medi nazionali, poiché attraversata da una fra le principali arterie di comunicazione tra il porto di Dar Es Salaam e gli altri Paesi, quali Zambia, Mozambico e Malawi. Inoltre nella regione di Iringa circa il 12% dei bambini con meno di un anno di età risulta malnutrito (Iringa Region Socio-economic Profile, 2013) e il livello di rachitismo è uno dei più alti in paese (51,3%), nonostante un’elevata produzione agro-alimentare. Soltanto l’8,8% dei bambini tra i 6 i 23 mesi ha una dieta sufficientemente varia e il 19,2% dei bambini tra i 6 e i 59 mesi non riceve un apporto adeguato di vitamina A. L'attività intrapresa intende ridurre l’incidenza della malnutrizione, in particolare quella infantile, in cinque villaggi circostanti la cui popolazione è pari a circa 16.000 persone. La principale attività economica consiste nell’agricoltura di sussistenza e in particolare nella coltivazione di fagioli, mais, patate e verdure a foglia verde. Nonostante ciò, si registrano livelli di malnutrizione molto alti: nel distretto di Mufundi il 12,3% dei bambini con meno di un anno di età è malnutrito (Iringa Region Socio-economic Profile, 2013).
Altra priorità è il problema della reperibilità del sangue con una conseguente necessità di istituire una banca del sangue. L'Ospedale è stato realizzato con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana, che destina parte dell’ 8 x mille del gettito complessivo IRPEF per interventi caritativi a favore dei paesi in via di sviluppo (CEI, Interventi caritativi a favore dei Paesi del Terzo Mondo – 2006) e grazie al co-finanziamento della Regione Sicilia nel 2003 e nel 2007. La costruzione dell’ospedale viene avviata nel 2004 in collaborazione con la Diocesi di Iringa per volere congiunto della Parrocchia di Nyololo e dell’Arcidiocesi di Palermo.
Il servizio ambulatoriale diurno del centro di salute comprende:
Laboratorio d’analisi Attivo dal 2011, è il laboratorio più fornito del distretto. Esso consente di effettuare, oltre a tutti gli esami biochimici di routine, analisi di parassitosi alimentari e di malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre fornisce un servizio immediato e mirato ai pazienti affetti da HIV grazie all’attrezzatura per la conta dei CD4.
Servizio NHIF (National Health Insurance Fund) Nel 2015 il KCA ha aderito al programma governativo che garantisce l’assistenza sanitaria gratuita, completa di analisi e fornitura di medicinali, per tutti i pazienti in possesso dell’assicurazione NHIF.
Servizio degenza Attualmente i reparti di degenza sono 5: pediatria, maternità, uomini, donne e isolamento.
Sala parto Si trova all’interno del reparto maternità e grazie ad un programma governativo, presta servizio gratuito alle partorienti ed è completa di staff ostetrico.
Ossigeno terapia Si tratta di un’unità recentemente attivata a seguito del cablaggio del Centro di salute con rete elettrica, che ha consentito l’introduzione di ossigenatori elettrici. Questa unità consente di far fronte ai casi di emergenza e di dare supporto ai pazienti con difficoltà respiratorie.
RCH (Reproductive Child Health) Servizio governativo che si occupa della salute materno-infantile, del monitoraggio durante la gravidanza, della prevenzione e diagnosi delle malattie sessualmente trasmissibili; inoltre si effettuano terapie di profilassi contro la malaria, cure per vermi intestinali, anemie e malformazioni fetali fino alle vaccinazioni delle mamme e dei bambini fino all’età di 5 anni.
PMTCT (Prevention of Mother-To-Child Transmission) e VCT (Voluntary Counseling and Test) Sono due programmi governativi attivi all’interno del centro, che si occupano rispettivamente della trasmissione dell’HIV da madre a figlio e della diagnosi, sensibilizzazione e consulenza sulla tematica dell’HIV/AIDS.
CTC (Care and Treatment Clinic) E’ una struttura interamente adibita al trattamento dei pazienti sieripositivi che fornisce cure specialistiche, medicinali specifici e supporto psicologico.
Servizio di ambulanza Attivo 24 ore su 24, è un servizio gratuito per le partorienti e, in caso di complicazioni o patologie non trattabili presso la struttura, consente di trasportare i pazienti al più vicino ospedale di Mafinga che si trova a 63 Km.
Reparto Odontoiatrico Struttura realizzata nell’ambito del progetto ” Solidarietà Odotoiatrica Internazionale” della Smile Mission Onlus, dedita alla salute orale in comunità svantaggiate.
Origini d’intervento
In corso di realizzazione grazie a finanziatori diversi sala operatoria e reparti di degenza.
Nel villaggio di Nambehe, Msindo, nel sud della Tanzania (distretto di Namtumbo nella regione di Ruvuma), ha sede la cooperativa tutta al femminile Mkomanile Craft, nata dalla collaborazione pluriennale del COPE con la parrocchia locale di Msalaba mkuu e le suore di St Joseph, a cui si sono aggiunte le partnership commerciali con il CRAS e la Sicily House di Dar es Salaam.
Mkomanile Craft è un progetto di sartoria sostenuto da finanziatori privati volto a sviluppare e sostenere la micro imprenditoria femminile nel villaggio di Nambehe, regione di Ruvuma, in modo da accrescerne l’indipendenza economica e sociale.
Il progetto, nato nel 2007 dopo un corso di cucito di durata triennale, si consolida a partire dal 2011 grazie ad alcune corsiste a cui è affidata la realizzazione di una serie di prodotti da vendere sul mercato italiano: l’esperimento funziona e in seguito il gruppo di artigiane si consolida con il nome di Mkomanile (in onore dell’unica donna guerriera tanzaniana della rivoluzione del Maji Maji contro i tedeschi nel 1906). I prodotti realizzati combinano i tradizionali tessuti africani con materiali di riciclo (camere d’aria, sacchi di plastica per riso e mais, tappi di bibite e carta di giornale) utilizzando metodi di produzione eco-compatibili. In tal modo, si riesce a sopperire alla scarsità di materiali sartoriali e si abbattono i costi d’acquisto di produzione rispettando tradizioni e ambiente.
L'obiettivo generale è la crescita delle donne tanzaniane attraverso l'imprenditorialità impegnate nella produzione e commercializzazione di prodotti artigianali, utilizzando materiali tessili di provenienza locale e metodi tradizionali di tessitura e stampa. Tutto ciò serve a dare potere economico a tutte le donne di questo villaggio, e dei villaggi vicini, attraverso il lavoro. Il programma mira inoltre a fornire un'istruzione per un maggior numero di donne. Il programma si concentra sulla preparazione di un'istruzione diversa (consigli di vita per le donne al fine di aumentare la loro consapevolezza e fiducia, per renderle libere di allontanarsi dall'essere dipendenti dagli uomini, e scegliere i loro stili di vita, e per farle sapere che possono apportare cambiamenti e portare sviluppo nella società come hanno fatto gli uomini). Ngli ultimi anni ci si è concentrati sul raggiungimento di alcuni risultati tra i quali l'aumento del numero di collaborazioni, il miglioramento della visibilità della cooperativa a livello nazionale e internazionale, il miglioramento delle capacità imprenditoriali delle artigiane.Tra le attività realizzate e in corso di realizzazione abbiamo:
I beneficiari diretti di questo progetto (coloro che sono coinvolti nelle attività) sono le 19 artigiane del Mkomanile Craft che stanno lavorando al progetto, e le loro famiglie.
